LA DOLCE VITA di Federico Fellini (1960)

17 Nov

Morandini: Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell’itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d’Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine “paparazzo”.

Mauro Gervasini: (…) non è solo un film, ma è ormai un modo di dire, persino una categoria esistenziale. Poteva esserci maggior paradosso per il capolavoro di Fellini che quello di diventare “luogo comune” negando nel suo diffondersi il proprio significato? Eppure non crediamo che esista nel nostro cinema un film più disperato di questo, che oltretutto sembra parlarci sempre dell’oggi, di come siamo e sicuramente saremo. Ancor più disperato, se si pensa che nel 1961 fu campione di incassi della stagione, esattamente come NON succederebbe oggi. Marcello non è Federico, ma siamo noi, o almeno quelli di noi che riescono a percepire come dietro quel refrain “Dolce vita” ci sia un mondo effimero, molto amaro.

Film TV: Marcello, malgrado le proprie ambizioni di scrittore, si è adattato al ruolo di giornalista mondano. Conosce e frequenta così il mondo dorato che gravita attorno a via Veneto, ne assorbe la mentalità e ne copia i comportamenti. Anche la sua vita sentimentale è sregolata per le avventure occasionali che logorano il suo rapporto con Emma, la donna con cui vive. Nemmeno la tragedia dell’intellettuale Steiner lo scuote. Fellini confessa la propria crisi (che è la crisi di un’epoca) dando voce al suo fedelissimo alter ego Mastroianni, e guidandolo attraverso l’affresco di una città dipinta con lirico sconforto.

Mereghetti: (…) un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento, un viaggio nella notte durante il sonno della ragione, attraverso una civiltà corrotta e putrescente nella quale tutto crolla di schianto, valori autentici e falsi miti, tradizioni secolari e convinzioni nate appena ieri. Cult movie anche all’estero.

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