BLADE RUNNER di Ridley Scott

25 Ott

La vita eterna dell’androide Roy di Daniele Torri

: se non hai visto il film, ti consiglio di rimandare la lettura a dopo la visione

E’ tempo di morire…” l’ultima immagine che rimanda un Rutger Hauer a capo chino che se ne andrà via come lacrime nella pioggia. Finisce qui la presenza del personaggio a cui Ridley Scott attribuisce il monologo più roboante del cinema moderno. In realtà, mentre la pioggia rimbalza sulla sua nuca sorridente e rassegnata, avviene il trapasso eccezionale che trasforma la fine in un inizio consentendo al profilo di Roy, bianco come un monumento rinascimentale, di divenire immortale. Merito del regista, averlo ucciso senza farcelo veder morire nella prima edizione (dove è la voice off a decretarne la morte) come nel director’s cut, addirittura migliore in quanto lo spiro è lasciato all’intuizione. Facile ma non decretata.

« I’ve seen things you people wouldn’t believe. Attack ships on fire off the shoulder of Orion. I watched c-beams glitter in the dark near the Tannhauser Gate. All those… moments will be lost… in time, like tears… in rain. Time to die. »
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