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GUARDIE E LADRI di Steno e Mario Monicelli (1951)

9 Giu

Film TV: Ladro per necessità viene riconosciuto da una delle sue vittime, ma riesce a sfuggire alla cattura. Il carabiniere che se lo è lasciato scappare viene minacciato di espulsione dall’Arma se non lo arresterà entro tre mesi. Uno dei migliori film con Totò, che descrive in modo esilarante e patetico l’Italia della ricostruzione (sceneggiatura di Flaiano, Steno, Monicelli, Farizi e Brancati premiata a Cannes). Momenti celebri: l’inseguimento di guardia e ladro affaticati, Totò che si finge tubercolotico, le scenette familiari con Ave Ninchi. Totò premiato come miglior attore al Festival di Cannes.

Morandini: Totò è un ladruncolo napoletano che una bonaria guardia romana (Fabrizi) deve catturare, pena la perdita del posto. Uno dei rari film di Totò che fu elogiato quasi all’unanimità dalla critica dell’epoca (Nastro d’argento a Totò e a Cannes premio alla sceneggiatura) anche perché s’innestava nel filone neorealistico. “Ho favorito il passaggio di Totò al neorealismo, limitando le sue caratteristiche di comicità surreale che lo aveva caratterizzato in precedenza. Sarà poi Pasolini a orientarlo più sul misterioso o sul magico, forse lo ha capito meglio di me” (Mario Monicelli). Ebbe noie dalla censura.

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BELLISSIMA di Luchino Visconti (1951)

13 Apr

Morandini: Il regista Alessandro Blasetti cerca una bambina per un suo film. Per fare in modo che la figlioletta sia scelta, un’infermiera proletaria… Impietosamente satirico sul mondo del cinema come “fabbrica dei sogni”, ma anche critico sui metodi del neorealismo, oggi appare soprattutto come un ritratto di donna, la Maddalena Cecconi di una splendida, veemente Magnani. La sua scena sul fiume con Chiari è da antologia. Partito da un soggetto di Zavattini, sceneggiato con Suso Cecchi D’Amico e Francesco Rosi, Visconti racconta la realtà popolare piena di contraddizioni con occhi sempre lucidi, talvolta impietosi. Fotografia: Piero Portalupi, Paul Ronald. Musiche: Franco Mannino con brani di “L’elisir d’amore” di Donizetti.

Film TV: Maddalena Cecconi, moglie di un capomastro romano, tenta di far entrare sua figlia Maria, di otto anni, nel mondo del cinema e la porta a Cinecittà per un provino. Anna Magnani dà qui una delle sue più intense interpretazioni, aiutata da una sceneggiatura (di Suso Cecchi D’Amico, Francesco Rosi e dello stesso regista, da un’idea di Cesare Zavattini) che ne valorizza il temperamento.

CIELO NEGRO di Manuel Mur Oti (1951)

5 Ott

Morandini: (…) un interminabile piano-sequenza finale sotto la pioggia che il megalomane autore vantava come “la più lunga carrellata nella storia del cinema”. Film all’insegna di un barocchismo magniloquente. Melodramma cupamente cattolico.


Mereghetti: Melodramma fiammeggiante con un’eroina sofferente che si innalza a livelli tragici, quasi rosselliniani. Il lunghissimo piano-sequenza finale, con la protagonista che corre disperata sotto la pioggia, lascia stupefatti e ammirati. Quasi un Sirk in chiave cattolica: un must per gli appassionati. Grande il giovane Rey nella parte dello scrittore cialtrone.

LA CITTA’ SI DIFENDE di Pietro Germi (1951)

18 Set

Morandini: Uno dei meno riusciti film del primo periodo di Pietro Germi. Debole nelle scene d’azione, frana e si disperde per un sovraccarico di moralismo edificante.

Mereghetti: Nello stile del primo Germi, un poliziesco d’azione, ispirato alla serie B americana, sceneggiato da Federico Fellini e Tullio Pinelli. Ricorda Rapina a mano armata (nel soggetto, non nella direzione) ma non va più in la di una certa esaltazione del lavoro della polizia contro il gangsterismo dei poveri.