Tag Archives: Anthony Mann

WINCHESTER 73 di Anthony Mann (1950)

30 Mar

Morandini: Dodge City nel 1873 il cowboy Lin McAdam vince in una gara di tiro un fucile Winchester, ultimo modello, che gli viene rubato… Molte peripezie per riaverlo mentre la preziosa arma passa di mano in mano. Uno dei 3 western che Mann diresse nel 1950 e il primo dei cinque con Jimmy Stewart: anche grazie a lui il genere entra nella sua maturità. Di impeccabile costruzione narrativa, il film ha una forza suggestiva sul piano visivo e i suoi personaggi sono già ben approfonditi anche se non come nei western successivi. Da notare Rock Hudson (come pellerossa) e Tony Curtis in piccole parti.

Film TV: Il solitario Lin McAdam giunge a Dodge City per partecipare a una gara di tiro la cui posta è il prezioso fucile del titolo. Il suo principale avversario è Dutch Brown. Scarno, essenziale, colmo di risonanze psicologiche e persino bibliche: Mann gira uno dei western più innovativi e decisivi della storia del cinema, impreziosito dallo splendido bianco e nero di William Daniels e da un gigantesco Stewart.

Annunci

EDJT Movies ep.11 – The man from Laramie

5 Gen

BEND OF THE RIVER di Anthony Mann (1952)

1 Gen

Morandini: Nel 1880 una carovana di pionieri, guidata da un avventuriero convertito all’onestà, arriva nell’Oregon e deve fare i conti con i cattivi fuorilegge della zona. Grandi uomini s’affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei dieci western di Anthony Mann, un nome, una garanzia. E com’era bravo Stewart. Hudson in un piccolo ruolo. Dal romanzo Bend of the Snake di Bill Gulick e secondo western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di Winchester 73 c’è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. “Nel cinema di Mann, l’uomo riesce a definire sé stesso solo quando arriva finalmente a identificarsi con la natura” (A. Viganò).

Farinotti (mymovies): Il più significativo dei western che compongono la serie diretta da Mann e interpretata da Stewart (gli altri titoli sono Winchester ’73, Terra lontana, L’uomo di Laramie, Lo sperone nudo). Questi film rappresentavano un’evoluzione nei temi western, anche se la chiave morale era semplice e monolitica, e proponevano soluzioni anticipatrici, come il ricorso a una certa violenza dolorosa e reale, e all’uso degli esterni. James Stewart non era John Wayne, nemmeno fisicamente, le sue azioni erano più complesse, gli ostacoli meno prevedibili e l’eroismo non così manifesto, sempre che ci fosse. Stewart aveva più ironia e difetti di Wayne, dunque suggeriva maggiore identificazione. I suoi personaggi erano risolutori, ma solo alla fine, e con grande fatica. Nei primi anni Cinquanta, dunque nella più preziosa stagione del western ( Mezzogiorno di fuoco, Il cavaliere della valle solitaria, Il grande cielo, Rio Bravo, L’amante indiana), le storie di James Stewart e Anthony Mann emersero proponendo una via del west forte e nuova, di qualità popolare e di più profonde implicazioni. Cinema grandissimo.

Mereghetti: Prima regia a colori di Mann, ruota attorno al tema del riscatto morale, raccontato attraverso i comportamenti divergenti di quello che può essere considerato un unico personaggio, l’eroe stanco perso tra due epoche: l’avvenire che trascina via e il passato che rende prigionieri.

Film TV: Glyn è un ex avventuriero che dopo aver salvato dal capestro Cole, un ladro di cavalli, raggiunge una carovana di pionieri da cui è stato ingaggiato come guida. Bel western di Mann, scritto al solito da Borden Chase e interpretato con grande intensità da James Stewart. Da antologia tutta la sequenza dell’inseguimento e della resa dei conti finale.

THE MAN FROM LARAMIE di Anthony Mann (1955)

12 Dic

Morandini: Quinto e ultimo film di Mann con Stewart, scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un’insolita attendibilità storica. 1° film in Cinemascope di Mann.

Film TV: Il capitano Lockhart deve stroncare un traffico d’armi che qualcuno vende agli Apaches. Un classico del genere, quasi una tragedia classica, diretto da un regista che è uno dei più grandi narratori dell’epopea western e con interpreti che lavorano al meglio. Da un romanzo di Louis L’Amour. (La pellicola dice “based upon the Saturday Evening Post story by Thomas T Flynn ndr).

Mereghetti: (…) questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche, poi nell’ossessione della vendetta e l’ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di Re Lear tradito dai suoi tre figli. A sottolineare la dimensione tragica c’è anche la mancanza totale di itinerario (ma non di partecipazione della Natura al dramma, grazie a un uso epico del cinemascope). Tutto si svolge con l’arrivo di Will (James Stewart) perché per gli eroi di Mann segnati da un passato enigmatico e attratti da un futuro elusivo non c’è che una scelta: il presente dell’azione. Assolutamente definitivo.